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Oggi giorno ristrutturare la propria abitazione è un pensiero che non molte persone hanno. Con la crisi economica e una pandemia a livello mondiale ancora in corso, l’acquisto e/o la ristrutturazione di un immobile sembra un progetto da dover rimandare al futuro.

Sarebbe la scelta più indicata se non fosse che il governo italiano, con il Decreto Rilancio, ha preso in considerazione di stanziare dei fondi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica di abitazioni private e dei condomini. Con l’Ecobonus 110%, viene prevista una detrazione del 110% sugli interventi di ristrutturazione, in alternativa a questa detrazione si può usufruire del Superbonus che ti permette di scegliere o la cessione del credito o in alternativa lo sconto diretto in fattura

Con il Decreto Rilancio il governo italiano ha voluto mettere le basi per un futuro più green, questi bonus infatti puntano alla riqualificazione energetica della nazione, oltre ad essere di supporto per le imprese nel settore edile.
Ne leggiamo di più sui nelle aree specifiche dei siti dell’Agenzia delle Entrate, del Governo e su testate online come lavoripubblici.it, ma vediamo insieme come funziona. 

Come funziona il superbonus e che cos’è l’ecobonus 110?

Per permettere la riqualificazione energetica del Bel Paese, lo Stato ha concesso la detrazione IRPEF fino al 110% della spesa per lavori come coibentazione, cappotto esterno, sostituzione degli impianti ed efficientamento energetico svolti dal 1° Luglio 2020 fino al 30 Giugno 2022

Per i condomini la data di fine lavori è estesa fino al 31 Dicembre 2022, unica clausola che in data 30 Giugno 2022 siano stati effettuati minimo il 60% dei lavori totali.

Dagli interventi di riqualifica sono esclusi gli immobili di nuova costruzione, ovviamente, prerequisito fondamentale è che l’immobile sia già esistente, infatti l’Ecobonus 110% serve per migliorare le prestazioni energetiche dell’immobile, mentre il Superbonus prevede anche interventi atti a ridurre il rischio sismico dell’immobile secondo uno schema preciso che potete trovare qui

Uno dei prerequisiti per usufruire dell’Ecobonus 110% è che gli interventi, nella loro totalità, debbano prevedere una miglioria di minimo due classi energetiche e quindi se la vostra abitazione è in classe F e dopo l’intervento della ditta specializzata il progetto porterà la vostra abitazione ad una classe energetica B avrete sicuramente rispettato tale parametro. Nel complessivo verranno conteggiati anche gli interventi del Superbonus, anche se questi prevedano una percentuale di detrazione più bassa. Se ciò non fosse possibile e l’ipotesi di spostarsi di due classi risultasse impraticabile, bisognerà comunque ottenere il passaggio da una classe energetica all’altra.

Un esempio? In caso la classe energetica attuale si trovasse ad A3 il superbonus verrebbe comunque riconosciuto arrivando alla classe A4.

Ovviamente, il passaggio di classe energetica deve essere dimostrato tramite l’attestato di prestazione energetica, meglio conosciuto come A.P.E, sia prima che dopo l’intervento di miglioria e deve essere rilasciato da personale specializzato e abilitato.

L’unico caso in cui anche un edificio senza attestato A.P.E possa ottenere il superbonus è quello dove per mancanza di copertura su un unico – o anche più – muro perimetrale, esso è sprovvisto di A.P.E in fase iniziale.

L’importante è che a lavoro ultimato l’edificio riesca a raggiungere la classe A.

che cosa cambia da ecobonus a superbonus?

Abbiamo visto come poter richiedere l’ecobonus e il superbonus, ma ora vogliamo mettere i due a confronto, partendo dal principio.

Quindi, quali sono le differenze tra ecobonus e superbonus?

Come leggiamo su architetturasostenibile, le differenze fra queste due tipologie di bonus riguardano il tipo di miglioria: con l’ecobonus saranno solo di tipologia energetica – con la A.P.E – e con il Superbonus di energetico e sismico.

Quindi, in verità l’ecobonus non è nient’altro che una parte del Superbonus che racchiude in sé sia l’ecobonus che il sismabonus.

Vediamoli nel dettaglio:

  • Ecobonus

L’ecobonus permette di ottenere delle detrazioni fiscali per miglioramenti che interessino la classe energetica degli edifici. Si può richiedere il 110% della detrazione per interventi di:

  • isolamento termico delle superfici verticali (bonus facciate)
  • interventi su parti comuni per cambiare gli impianti obsoleti di climatizzazione invernali con impianti centralizzati sia per il rinfrescamento che per il riscaldamento
  • interventi di sostituzione impianti per edifici unifamiliari con impianti ibridi o geotermici o fotovoltaici.
  • Sismabonus

Bonus specializzato solo in interventi anti sismici, anch’esso prevede una detrazione fiscale fino al 110% con però un limite di spesa massima non superiore ai 96 mila euro per unità immobiliare, ma non ha un limite di unità immobiliari a cui essere applicato.

Ovviamente per potervi accedere, l’immobile deve essere presenti in aree a forte impatto sismico compreso tra 1 e 3.

All’interno del sismabonus è possibile detrarre non solo le migliorie ma anche i sistemi che permettano di monitorare in modo continuo la struttura dell’immobile, al fine di evitare crolli post sisma.

Vi è la possibilità di cedere il credito alla compagnia assicurativa che copre il rischio di eventi calamitosi legati al sisma.

Questa possibilità, al posto della detrazione, sarà pari al 90%.

Si ricorda che la detrazione del premio assicurativo non è cedibile.

Infine, arriviamo al superbonus.

  • Superbonus

Il superbonus risulta essere una fusione fra il sismabonus e l’ecobonus 110.

Difatti, l’unica vera differenza da quelli precedentemente sopraccitati è che se l’ecobonus 110 si limita alle migliorie della classe energetica e il sismabonus alle migliorie anti sismiche, il Superbonus permette di fare entrambe le migliorie contemporaneamente sotto la stessa detrazione.

a chi è rivolto l’ecobonus 110?

L’ecobonus – secondo la legge di conversione è previsto per gli interventi che colpiscano l’efficientamento energetico, i quali rientrano nell’articolo 14 del Decreto Legge n 63/2013 convertito dalla legge 3/08 n90 del 2013.

Questo tipo di migliorie è a disposizione di:

  • persone fisiche – con non più di due unità immobiliari – che non abbiano esercizi di attività d’impresa, arti e professioni
  • condomini
  • cooperative di abitazione
  • istituti autonomi case popolari (detti IACP)

La spesa da detrarre in seguito tramite ecobonus o superbonus andrà sostenuta da:

  • i condomini – se sprovvisti di amministratore di condominio, andrà segnalato il codice fiscale del condomino che si farà carico della burocrazia 
  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni – quindi per immobili non compresi nei beni dell’azienda 
  • da istituti autonomi case popolari (IACP) – in questo caso la detrazione sarà possibile per le spese effettuate entro il 31 dicembre, mentre le spese avvenute nel 2022 verranno divise in quattro rate di importo uguale 
  • da Onlus o organizzazioni di volontariato e promozione sociale 
  • dalle associazioni sportive dilettantistiche – purché le migliorie si limitino alla parte dell’immobile ad uso spogliatoio 

Ma vediamo ora quali sono gli interventi “trainanti” dell’ecobonus e del sismabonus che permettono di richiedere il superbonus 110%

Cosa sono gli interventi trainanti dell’ecobonus? 

Come leggiamo anche su altroconsumo, il superbonus del 110% può essere richiesto anche per alcuni interventi di natura legati all’ecobonus o al sismabonus ma detti “trainanti”.

Fra questi ci sono:

  • interventi di efficientamento energetico tramite bonus infissi
  • interventi di installazione a corrente elettrica di impianti fotovoltaici e/o annessa installazione di sistemi di accumulo integrati al fotovoltaico solare.
  • Installazione di colonne atte alla ricarica di veicoli elettrici 

Questi lavori, quindi, possono essere “trainati” all’interno del superbonus, purché fatti in concomitanza a lavori di efficientamento come la sostituzione di impianti obsoleti.

I lavori sopraccitati, però, hanno dei limiti di spesa detraibili molto più severi.

Si ricorda che, a prescindere dal tetto massimo di spesa detraibile, non vi può essere detrazione massima maggiore di ciò che ogni contribuente dovrebbe versare come imposta annua.

Perciò, se si ha un reddito talmente basso da non dover essere dichiarato – definiti quindi incapienti – la parte della detrazione che non viene goduta non potrà essere recuperata negli anni a venire o chiesta come rimborso. L’unico metodo rimanente, dunque, è quello di cederla a terzi.

Idem per chi percepisce redditi tassati con imposta sostitutiva o chi è possessore di partita iva, sia con regime forfettario che non.

Come ottenere il superbonus e l’ecobonus 2021

E’ essenziale, per poter ottenere con successo il superbonus, pagare tramite bonifico bancario o postale parlante – ergo un metodo tracciabile con causale di versamento visibile.

Perché sia idoneo bisognerà dichiarare nella causale:

  • Il codice fiscale di chi beneficia della detrazione
  • La partita iva o il codice fiscale del destinatario del bonifico – nonché professionista fautore della miglioria

Esistono attualmente delle modulistiche di bonifico appositamente create per pagamenti di ristrutturazioni edilizie ed ecobonus messe a disposizione dalle banche.

Da notar bene: perché sia valido, il pagamento dovrà essere fatto dopo la data della fattura.

In caso, inoltre, il pagamento della fattura avvenisse nell’anno dopo a quello in cui è stata emessa, si avrà diritto alla detrazione solo dall’anno del pagamento della fattura stessa.

Vi è, inoltre, la possibilità di ottenere il superbonus indicando la spesa nella dichiarazione dei redditi o ancora, richiedendo lo sconto in fattura; infine si potrà richiedere come metodologia la detrazione del credito d’imposta a terzi. Fra questi svettano:

  • banche
  • operatori finanziari
  • Persone conosciute

Ricordiamo che per indicare questo tipo di detrazione nella dichiarazione dei redditi – anche conosciuta come 730 – occorrerà compilare la sezione IV del quadro E, dalla riga E61 alla E62 e indicare nella colonna 1:

  • 30 per lavori di isolamento termico con incidenza superiore al 25% su immobili unifamiliari.
  • 31 per lavori di isolamento termico con incidenza superiore al 25% effettuati su condomini.
  • 32 per interventi su parti comuni di immobili per sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione invernali per edifici unifamiliari
  • 33 per interventi su parti comuni di immobili per sostituzione di impianti preesistenti e obsoleti di climatizzazione invernale per edifici condominiali.

In caso si richiedesse la cessione del credito, invece, andrà inoltrata la comunicazione all’Agenzia delle entrate, tramite la propria area personale accedendo con SPID o carta d’identità elettronica.

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